Il Territorio

Il territorio

Dalle origini ad oggi

Una civiltà mediterranea

01

Le radici millenarie di Ispica

La storia di Spaccaforno, poi divenuta Ispica: Abitata già in epoca tardo romana e denominata Hyspicaefundus, immediatamente dopo il 330 qui visse in una grotta come eremita il monaco sant’Ilarione di Gaza, i cui miracoli, effettuati nella chiesetta di Santa Maria della Cava, gli diedero ben presto la fama di guaritore e lo circondarono di un folto seguito. 

Sant Ilarione di Gaza

04

Un feudo conteso tra nobili e re

Divenuto parte dei domini svevi ed angioini, verso l’inizio del XIV secolo il Castello di Spaccaforno divenne possedimento del viceconte Berengario di Monterosso, tesoriere del regno, che poi ne fece dono alla regina Eleonora d’Angiò. Il figlio di questa, re Pietro II di Sicilia, la concesse in feudo al fratello Guglielmo duca di Atene, dal quale passò in eredità al suo maggiordomo Manfredi Lancia. 

02

Un luogo benedetto dalle leggende

Lo storico palermitano Antonio Mongitore riferisce nel suo Della Sicilia Ricercata che san Paolo abbia soggiornato per qualche tempo ad Hyspicaefundus immediatamente dopo il suo arrivo in Sicilia, essendo sbarcato in località di Porto Ulisse, a quel tempo usata come porto naturale. Pare che nei pressi dell’abitato l’apostolo Paolo abbia fatto scaturire una fonte, la cui acqua faceva intorpidire e poi morire i serpenti. 

05

La lunga ascesa della famiglia Statella

È dunque attraverso la figlia di Antonio Caruso di Noto, Isabella, che nel 1494 il Feudo di Spaccaforno viene portato in dote al marito Francesco II Statella, XVII conte di Statella e III Gran Siniscalco del Regno di Sicilia, nonché Signore della Roccella e di Mongiolino. Per effetto di tale matrimonio, nel 1598 i successori di Francesco e Isabella ottennero il titolo di marchese, mentre nel 1757 quello di principe.

03

Dagli arabi ai normanni

Dominata dagli arabi dal IX all’XI secolo, la dominazione saracena ebbe fine solo verso il 1086, quando tutta la Sicilia sud-orientale venne liberata dal gran conte Ruggero il Normanno. Il primo documento che menziona l’abitato con il nome di Isbacha è infatti dell’anno 1093 ed è una bolla che papa Urbano II emanò proprio immediatamente dopo la fine dell’occupazione araba della Sicilia.

06

La rinascita dopo il terremoto del 1693

L’11 gennaio del 1693, alle ore 13,30, anche Ispica venne colpita dal violento terremoto che sconvolse tutta la Sicilia Orientale. L’intera cittadina, che per gran parte si sviluppava all’interno della Cava, venne rasa al suolo. Ricostruita a partire dai quartieri intorno alle chiese rimaste in piedi di sant’Antonio Abate e del Carmine, con la nuova Spaccaforno sorgeranno anche le bellezze barocche di Santa Maria Maggiore, la Chiesa di San Bartolomeo e la Santissima Annunziata.

07

Un patrimonio artistico senza tempo

Nel tempo la famiglia Statella si imparentò con molte nobili famiglie e tra queste con quella dei principi Reggio d’Aci, che gli consentì di rafforzare non solo la loro influenza politica, ma anche le possibilità di sviluppo economico sulla costa orientale della Sicilia. Tra le loro eredità artistiche spiccano la Basilica dell’Annunziata e la Basilica di Santa Maria Maggiore, autentici capolavori del Barocco siciliano.

01

Le radici millenarie di Ispica

La storia di Spaccaforno, poi divenuta Ispica: Abitata già in epoca tardo romana e denominata Hyspicaefundus, immediatamente dopo il 330 qui visse in una grotta come eremita il monaco sant’Ilarione di Gaza, i cui miracoli, effettuati nella chiesetta di Santa Maria della Cava, gli diedero ben presto la fama di guaritore e lo circondarono di un folto seguito. 

Sant Ilarione di Gaza

02

Un luogo benedetto dalle leggende

Lo storico palermitano Antonio Mongitore riferisce nel suo Della Sicilia Ricercata che san Paolo abbia soggiornato per qualche tempo ad Hyspicaefundus immediatamente dopo il suo arrivo in Sicilia, essendo sbarcato in località di Porto Ulisse, a quel tempo usata come porto naturale. Pare che nei pressi dell’abitato l’apostolo Paolo abbia fatto scaturire una fonte, la cui acqua faceva intorpidire e poi morire i serpenti. 

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Dagli arabi ai normanni

Dominata dagli arabi dal IX all’XI secolo, la dominazione saracena ebbe fine solo verso il 1086, quando tutta la Sicilia sud-orientale venne liberata dal gran conte Ruggero il Normanno. Il primo documento che menziona l’abitato con il nome di Isbacha è infatti dell’anno 1093 ed è una bolla che papa Urbano II emanò proprio immediatamente dopo la fine dell’occupazione araba della Sicilia.

04

Un feudo conteso tra nobili e re

Divenuto parte dei domini svevi ed angioini, verso l’inizio del XIV secolo il Castello di Spaccaforno divenne possedimento del viceconte Berengario di Monterosso, tesoriere del regno, che poi ne fece dono alla regina Eleonora d’Angiò. Il figlio di questa, re Pietro II di Sicilia, la concesse in feudo al fratello Guglielmo duca di Atene, dal quale passò in eredità al suo maggiordomo Manfredi Lancia. 

05

La lunga ascesa della famiglia Statella

È dunque attraverso la figlia di Antonio Caruso di Noto, Isabella, che nel 1494 il Feudo di Spaccaforno viene portato in dote al marito Francesco II Statella, XVII conte di Statella e III Gran Siniscalco del Regno di Sicilia, nonché Signore della Roccella e di Mongiolino. Per effetto di tale matrimonio, nel 1598 i successori di Francesco e Isabella ottennero il titolo di marchese, mentre nel 1757 quello di principe.

06

La rinascita dopo il terremoto del 1693

L’11 gennaio del 1693, alle ore 13,30, anche Ispica venne colpita dal violento terremoto che sconvolse tutta la Sicilia Orientale. L’intera cittadina, che per gran parte si sviluppava all’interno della Cava, venne rasa al suolo. Ricostruita a partire dai quartieri intorno alle chiese rimaste in piedi di sant’Antonio Abate e del Carmine, con la nuova Spaccaforno sorgeranno anche le bellezze barocche di Santa Maria Maggiore, la Chiesa di San Bartolomeo e la Santissima Annunziata.

07

Un patrimonio artistico senza tempo

Nel tempo la famiglia Statella si imparentò con molte nobili famiglie e tra queste con quella dei principi Reggio d’Aci, che gli consentì di rafforzare non solo la loro influenza politica, ma anche le possibilità di sviluppo economico sulla costa orientale della Sicilia.

Tra le loro eredità artistiche spiccano la Basilica dell’Annunziata e la Basilica di Santa Maria Maggiore, autentici capolavori del Barocco siciliano.

08

Ispica: terra di storia, arte e tradizione

Cultura e territorio
Divorzio al lItaliana girato a Ispica

Divorzio all’italiana

Nonostante Ispica abbia fatto da cornice a molte scene della serie del Commissario Montalbano, non è a Camilleri che si deve la sua notorietà televisiva, quanto a Pietro Germi, che proprio qui nel 1961 girò il suo più grande successo cinematografico: Divorzio all’Italiana.

La stagione della caccia

Tra i molti film qui realizzati si segnalano anche Il Viaggio di Vittorio De Sica, girato nel 1974 con Sophia Loren e Richard Burton; Kaos girato nel 1984 dai fratelli Taviani; La mossa del cavallo, tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri e girato nel 2017; La stagione della caccia, sempre tratto da un romanzo di Camilleri e girato nel 2019.

Processione settimana santa

Ad Ispica è inoltre ambientato il romanzo verista Profumo, scritto da Luigi Capuana nel 1880 proprio mentre risiedeva in città. Interessante, tra le sue pagine, è la descrizione che fa della processione della Settimana Santa, vista e vissuta dai protagonisti proprio dai balconi di Palazzo Santostefano…

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